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1. Maledetta primavera?

1. Maledetta primavera?

Nell’ottobre del 2016 mi mandano ad Albareto ad insegnare religione. Devo ammettere che fino a quel giorno tale ridente località appenninica per me fosse poco più di un’espressione geografica, un luogo dove crescono i porcini del mondo che si anima poche settimane all’anno quando, luna permettendo, viene invaso da migliaia di cercatori di funghi provenienti da ogni dove. Non avevo mai riflettuto che anche lì, ad Albareto, ci fossero dei bambini e delle bambine che andavano a scuola, proprio come fanno i loro coetanei nel resto del Paese. Da quel giorno, due volte alla settimana, sono il loro maestro di religione.
Va detto che arrivare ad Albareto con i mezzi non è proprio la cosa più facile di questo mondo. Il treno da Parma arriva a Borgotaro ma da lì fino alle otto e mezza di corriere che risalgono la valle non ce ne sono e se hai la prima ora è troppo tardi. Al ritorno, invece c’è il comodo Prontobus, che però ti devi ricordare di prenotare il giorno prima, il sabato se lo vuoi prendere di lunedì.
È stato proprio frequentando la stazione di Borgotaro che nei primi mesi del 2017 ho cominciato a sentire parlare per la prima volta di strani odori che, a detta di molti, provenivano da uno stabilimento di ceramica da poco riaperto: la Laminam. A qualcuno quegli odori avevano anche procurato bruciore agli occhi e mal di gola, e anche in tutta onestà devo ammettere di avere sentito quella strana puzza – descritta da tanti come di plastica bruciata – una volta mentre aspettavo il treno per tornare nella Bassa; ebbene quando però la faccenda dei malesseri procurati dalle presunte emissioni odorigine della Laminam approdò nel bel mezzo della discussione di un collegio docenti, monopolizzandola; ecco allora ho cominciato a pensare che questa strana storia di odori, malesseri e comitati valesse la pena di essere raccontata.
Sì perché, nel frattempo, con un tempismo perfetto – fin troppo per qualcuno – a febbraio dopo le prime lamentele per gli odori – il primo articolo è di Repubblica.it del 31 gennaio, Cattivi odori a Borgotaro: dopo le proteste dei cittadini interviene l’Ausl – e il contemporaneo manifestarsi dei primi malesseri, dalla sera alla mattina, proprio come dei funghi – d’altra parte se non succede qui, dov’altro può succedere? – erano spuntati non uno ma due comitati di protesta contro l’azienda: l’11 febbraio nasce il comitato L’aria del Borgo – ne parla Repubblica.it del 13 febbraio, Cattivi odori a Borgotaro, nasce il comitato l’aria del Borgo – mentre esattamente una settimana dopo, il 18 febbraio, si presenta alla comunità borghigiana anche il Comitato della Valtaro per l’ambiente, la salute e la sicurezza, espressione del Movimento civico Uniti per la Valtaro: il 21 marzo seguente, primo giorno di primavera, i due comitati si fondono mantenendo, però, il nome di battaglia del primogenito – Gazzetta di Parma del 22 marzo, Nasce «L’Aria del Borgo»: già 800 adesioni.
Ma il tempismo perfetto con cui sono spuntati questi due comitati, la rapidità con cui hanno iniziato a collaborare tra di loro – in un Paese in cui, solitamente, questo tipo di iniziative popolari preferisce solitamente procedere parallelamente, coltivando ognuna il proprio orticello, piuttosto che cercare sinergie – e, soprattutto, la capacità dimostrata nel comunicare le proprie posizioni utilizzando i canali social, ha fatto a pensare a qualcuno – c’è sempre qualcuno che pensa male – che l’operazione fosse pianificata già da tempo come se l’arrivo in Valle dei modenesi della Laminam avesse scombussolato i piani di qualcuno interessato all’acquisto dell’area ex Fincuoghi, che adesso attraverso i comitati avesse trovato il modo di rendere impossibile la vita ai nuovi arrivati.
Quest’ultima ipotesi, naturalmente, non ha mai trovato nessun tipo di riscontro ed è rimasta una chiacchiera da bar: ma si sa, come diceva un tale che la sapeva lunga, «A pensare male si commette peccato ma quasi sempre ci si azzecca».

continua…

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